TRIENNIO PROGETTUALE 2006 - 2009 

 

  ¥    PREMESSA

 

Dal 1999 nella nostra Regione si è costituito un gruppo di docenti di tutte le province che ha messo in atto una ricerca azione, nella scuola dell'infanzia, che è stata in grado di coniugare l'osservazione e la registrazione dei comportamenti verbali e non dei bambini in situazioni di contatto con ambienti naturali e artificiali.

Nell'intento di raccogliere materiali significativi per descrivere come nella mente infantile le azioni e le osservazioni si traducono in immagini mentali, necessarie per l'interpretazione della realtà, il gruppo di ricerca ha condiviso esperienze comuni di formazione e di esercitazioni didattiche tali da consentire un arricchimento culturale, strumentale e didattico.

Dopo questi anni di lavoro comune il gruppo è divenuto un'unità funzionale con una storia da condividere e quindi  nelle migliori condizioni per affrontare un progetto di sperimentazione.

E ciò corrisponde a quanto prefigurato nelle Linee Guida, laddove si postula “l’articolazione e lo sviluppo di reti e circuiti territoriali”…..

 

 

¥    NUOVI SCENARI

Congruenza con la Legge 53/2003

 

Il Progetto “I teatri della scienza” ha, nel suo impianto teleologico, strette connessioni con i punti forti indicati dalla Legge di riforma del Sistema scolastico (53/2003). In dettaglio:

*  b. “la compilazione del portfolio delle competenze individuali ai fini dell’orientamento e della valutazione degli allievi”

 

in quanto le più significative esperienze compiute dal bambino, mediate dal proprio personale orizzonte culturale, possono essere i primi significativi segni del percorso scolastico

 

 *c. “la flessibilità del modello organizzativo”

 

in quanto la realizzazione dei percorsi didattici legati al progetto impone l’attivazione di momenti laboratoriali, di lavori per gruppi misti, di aggregazioni contenutistiche e metodologiche che escano dalla logica spazio/tempo più comunemente usata; lo stesso uso della rete, che rompe le categorie temporali e topologiche, obbligherà le scuole a dotarsi di flessibili strumenti organizzativi.

 

* d. “la continuità educativa e didattica per la gestione dell’anticipo scolastico e per la qualificazione del collegamento tra asili nido, scuola dell’infanzia e scuola elementare”

 

in quanto il Progetto, di durata triennale, prevede trame comuni con le scolarità precedenti e successive. L’avvio del pensiero scientifico, d’altra parte, trascende per universalità l’ordine di scuola.

 

 

 

¥    IL PROGETTO

La ricerca che si  promuove attraverso un’indagine di tipo scientifico, ha l’intento di facilitare la costruzione di schemi interpretativi (operativi, ma anche formali) stimolando i processi di concettualizzazione che determinano significative interazioni dei soggetti con l’ambiente e  producono concreti contenuti di conoscenza.

 

1                      Obiettivi generali.

Le abilità da sviluppare attraverso il progetto sono raccolte in tre ampi contenitori, pur nella consapevolezza che nell’esperienza reale le abilità si sovrappongono:

·        Abilità che competono l’osservazione e la raccolta di dati : esplorazione, manipolazione, osservazione mediante l’impiego dei sensi….

·        Abilità inerenti alla capacità di descrivere: costruzione, scelta ed utilizzo di simboli e codici e di elementari strumenti di registrazione e misurazione, lessico specifico…

·        Abilità che riguardano la spiegazione:elaborazione e verifica di previsioni, anticipazioni, ipotesi, uso di varie forme di argomentazione, formulazione di piani d’azione e capacità di compiere rettifiche, stesura di mappe concettuali….

 

 

1                      Obiettivo trasversale

attivazione di comunità di pratiche mediante  laboratori di docenti in presenza e on line allo scopo di condividere la riflessione, la progettazione, il confronto in itinere, la documentazione e la valutazione per la costruzione di buone pratiche.

 

 

¥    METODOLOGIA

Il progetto  privilegia:

Sul versante dei bambini  l'approccio scientifico alla conoscenza della   realtà., intendendo, con tale termine, la promozione di un atteggiamento basato su:

·            l’osservazione;

·            la formulazione di ipotesi;

·            la verifica sperimentale.

Due i momenti individuati come centrali:

  •      Il confronto, tra la rappresentazione di un sapere iniziale e un sapere socialmente esperito, che genera conoscenza.
  •      La documentazione, momento trasversale a tutte le fasi dell’azione educativa, che consente di ripercorrere l’intero processo di costruzione di un sapere.

*  Sul versante dei docenti la  costruzione stabile di gruppi di ricerca, disponibili a riunirsi periodicamente per:

 

1.     PROGETTARE E SIMULARE esperienze e percorsi di conoscenza dentro aree più o meno demarcate, identificando problemi, nodi, passaggi e costruendo REPERTORI DI DOMANDE collegate a gestualità/memorie/procedure di…/previsioni/andamenti/interpretazioni…

 

2.     SPERIMENTARE in sezione frammenti/segmenti/percorsi, come ideati e studiati al punto 1, con l’obiettivo di raccogliere MATERIALE ORIGINALE prodotto dagli alunni (conversazioni, disegni, manufatti…) e documentazioni varie (riprese filmate, fotografie, ipertesti…)

 

3.     STUDIARE (= analizzare/confrontare/mappare/decantare linguaggi, fraseologie, metafore, significati, analogie, concettualità, concezioni…scarabocchi, figure, crono-storie disegnate…) il materiale raccolto per farlo germogliare/ per ricavarne spunti e suggerimenti operativi da rilasciare agli alunni/ per sviluppare e ramificare percorsi…

 

4.     coordinare il materiale raccolto, selezionando in forma di documentazione rappresentativa della varietà cognitiva e attivare un CARTEGGIO postale tra docenti e formatore, orientato alla risoluzione critica dei problemi incontrati, alla valutazione critica dei possibili sbocchi/approdi e delle implicazioni lessicali/semantiche e concettuali proprie al materiale inviato

 

5.     organizzare SEMINARI di bilancio dell’attività svolta (individuali e/o di gruppo), alla presenza del formatore, come strategia di confronto critico e di formazione in itinere

6.     attivare una COMUNICAZIONE DI RETE, in tempo reale, per scambiare informazioni, confrontare processi in corso su didattiche comuni o parallele, documentare risultati, anche provvisori

 

7.     costruire un ARCHIVIO  multipolare, come strumento di raccolta/documentazione dei progetti realizzati, nella forma di libricini, collage, pluri-disegni, foto, manufatti, dialoghi, filmati, cd-rom….

 

1                  Le mappe concettuali

La mappa concettuale è una modalità di rappresentazione della conoscenza (e dei suoi percorsi, e dei suoi esiti,e…) tale da strutturare essa stessa, nel suo dispiegarsi logico, la costruzione dei percorsi cognitivi, schematizzandone le interrelazioni, evidenziandone la bi-univocità, dando nome ed ordine agli infiniti rivoli di conoscenza che scaturiscono in un processo di ricerca.

Si utilizzano le mappe concettuali sia per progettare le attività inerenti il progetto, sia con i bambini, per rendere visibili le fasi di rielaborazione prassica delle attività, per verificarne l’interiorizzazione.

 

 

¥    CONTENUTI

 

Il percorso progettuale fa riferimento a 4 grandi e cruciali filoni del sapere, per la costruzione di conoscenza scientifica:

 

1.     SENSORIALITA’ E PERCEZIONI

2.     MOVIMENTI E FUNZIONAMENTI

3.     MATERIALITA’ E TRASFORMAZIONI

4.     GENERAZIONI E METABOLISMI

 

 

¥    TEMPI

 

Il Progetto ha una durata triennale

 

 

¥    DESTINATARI

 

 Alunni e docenti delle scuole dell’infanzia e primaria.

 

 

¥    PRATICA TELEMATICA

 

In affinità a quanto espresso nelle linee generali del Progetto, in particolare per quanto attiene la costituzione di reti telematiche, si ritiene che il modello prefigurato dalla Riforma di e – learning integrato e di utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’innovazione nella didattica trovi ampio spazio nella presente  sperimentazione.

La specificità della proposta nasce da un duplice percorso operativo che prevede nel contempo il miglioramento della professionalità docente e la sperimentazione di un modello didattico innovativo.

Le scuole partecipanti al progetto, avendo una storia di esperienza comune in rete telematica sviluppata con il progetto “Ambinfanzia”, confermano l’impegno di partecipazione alla comunità di apprendimento collaborativo e di comunicazione mediata dal computer. L’uso delle tecnologie multimediali viene concepito come strumento di scambio, confronto e dialogo tra realtà diverse e lontane territorialmente.

Pertanto la rete, coordinata e supportata da figure di sistema (tutor di rete, documentarista, webmaster) e dal comitato tecnico scientifico, è dotata di impianto tecnologico ed ambienti web interattivi per la co-progettazione, la consulenza on line, la costruzione di strumenti di osservazione e valutazione, la consultazione di materiali, il monitoraggio e la documentazione della ricerca-azione.

 

 

*Ambienti comunicativi, hardware e software:

 

Ambienti comunicativi:

                  yahoogroups,

     Global Connection Networ

    Portale di rete

Hardware:

Almeno una postazione di lavoro per ciascuna scuola aderente al progetto, costituite da PC multimediali dotati di stampante, scanner, modem, connessione ad internet. 

Software di sistema:

Windows XP o affini

 

Software applicativi:

Microsoft Office versione ’97 o successive.

Microsoft internet Explorer versione 5 o successive.

 Norton Antivirus o, in alternativa, McAfee.

 Win Zip.

 

*La documentazione on line

Tutta la messaggistica, i resoconti degli incontri, i momenti interattivi per la soluzione dei problemi vanno a costituire la parte vasta della documentazione, sulla quale vengono fatte periodiche e significative selezioni, per la costruzione di documenti-sintesi del percorso, sui quali tutta la rete può fare valutazioni in maniera intersoggettiva, con l’obiettivo della diffusione delle pratiche e la trasferibilità dell'esperienza. La vitalità della rete è documentata nel sito web  del progetto, con link alle scuole e collegamenti ipertestuali, e nella bacheca elettronica, quale memoria organizzativa dello scambio di messaggi e-mail.

 

¥    VERIFICA E VALUTAZIONE

 

§        Per l’avvio dei processi di ricerca sull’innovazione educativo-didattica, viene svolta una verifica iniziale, di tipo diagnostico, sulla progettualità in atto nelle scuole partecipanti alla rete, utilizzando schede con indicatori comuni per rilevare dati sui contesti, le risorse e l’organizzazione.

§        Per la riflessione sulle esperienze, vengono attuate verifiche periodiche di tipo formativo e regolativo della ricerca-azione, con pratiche di osservazione e documentazione, utilizzando protocolli co-costruiti in rete e condivisi on line, per monitorare lo sviluppo dei processi di apprendimento in base ai contenuti curricolari proposti, alle metodologie adottate e alle soluzioni organizzative operate, concorrenti al raggiungimento degli obiettivi formativi e alla costruzione del portfolio delle competenze individuali.

§        Le azioni di valutazione interna/esterna del progetto di ricerca delle scuole in rete sono sostenute dal coordinamento tecnico-scientifico della rete.

All’IRRE Marche è richiesto di condurre un monitoraggio, di carattere interattivo-dialogico, sulle scelte operate circa le aree innovative della riforma scolastica contemplate dal progetto. L’analisi e la lettura congiunta degli effetti e degli esiti delle azioni svolte sono finalizzate a cogliere spunti critici per il miglioramento dei processi innovativi in corso ed elementi significativi di ricaduta e trasferibilità.

§        Si  documenta l’esperienza secondo le linee guida di qualità del GOLD, elaborate dall’INDIRE e dagli IRRE per implementare la banca dati delle best practice in campo regionale e nazionale.

 

*Verifica della rete

Per la verifica delle dinamiche di rete ed utilizzo della telematica, vengono presi in considerazione i seguenti aspetti, a livello qualitativo/quantitativo:

Versante telematico:

§        partecipazione alla comunicazione e alle discussioni on line

§        scambi di esperienze e di materiali

§        presenza ai forum e alle chat

§        aspettative e/o problematiche

§        plusvalore attribuito alla rete

Versante informatico:

§        la presenza e le caratteristiche delle strutture informatiche che le scuole hanno attrezzato

§        il livello delle competenze tecnologiche che gli insegnanti hanno acquisito

 

 

¥     COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

 

           Isp. Italo Tanoni - Dirigente Tecnico Ispettivo Ministero dell'Istruzione,

     dell'Università e della Ricerca

         Dionisia Totaro - Coordinatore Regionale, Dirigente Scolastico Istituto

     Comprensivo "L. Pirandello" - Pesaro

        Ebe Francioni - Coordinatore provinciale Ancona, Dirigente Scolastico 

    Istituto Comprensivo Ancona Centro Sud Est.

        Ellida Savoretti - Coordinatore provinciale Ascoli Piceno, Dirigente

    Scolastico Direzione Didattica Porto Sant'Elpidio.

         Francesco Forti - Coordinatore provinciale Macerata Marche, Dirigente

    Scolastico Istituto Comprensivo "R. Sanzio" - Macerata.

   Anna Maria Alegi: Ricercatrice IRRE Marche, consulente progettazione e
 
   formazione

   Manuela Furno - Referente coordinamento Reti IRRE Marche

   

       E’ in corso la richiesta di validazione scientifica presso le facoltà di Scienze della formazione e Scienze ambientali dell’Università di Urbino.

 

 

 

¥    PIANO PER LA FORMAZIONE

 

 

Le attività di formazione si sviluppano su tre binari:

 

  • formazione scientifica col prof. Angelo Rimondi sui quattro nuclei principali del sapere scientifico:

SENSORIALITA’ E PERCEZIONI

MOVIMENTI E FUNZIONAMENTI

MATERIALITA’ E TRASFORMAZIONI

GENERAZIONI E METABOLISMI

 

Sono nati GRUPPI STABILI DI RICERCA, comprendenti piccoli nuclei di scuole accomunate da uno stesso interesse tematico, i quali condividono tra loro e col formatore tutte le tappe del percorso educativo – didattico, dalla progettazione, alla riflessione, verifica, valutazione, correzione di percorsi…

 

  • Formazione finalizzata alla conoscenza e uso dei mezzi comunicativi della rete, a cura dei tutor di rete,  per affinare le abilità dei docenti relativamente alla comunicazione on line.  A tal fine si  organizzano, in collaborazione con l’IRRE Marche,  incontri regionali su “La filosofia della rete”, e incontri provinciali mirati all’acquisizione delle abilità strumentali specifiche di comunicazione: chat, forum, bacheca, GCN, Yahoogroups…

 

 

·        formazione per l'acquisizione delle abilità della comunicazione e cooperazione in rete (blog, piattaforma e-learning, Wikipedia) e per il consolidamento metodologico/strumentale del programma C-map di Novak, per acquisire la pratica delle mappe concettuali e mettere i docenti in grado di realizzare mappa via via più complesse (links...), con conseguente significativa ricaduta sui bambini e sulla loro capacità di produrre, a livello grafico, mappe di gruppo e individuali.

 

¥    RISORSE NECESSARIE

 

     1. Attrezzature:

L’implementazione in atto da parte del MIUR dei fondi per le strumentazioni informatiche e tecnologiche può consentire l’adeguamento delle necessarie postazioni nelle scuole coinvolte. Per la sede regionale del coordinamento occorre una postazione avanzata, con le seguenti caratteristiche:

·        Computer con sistema operativo Pentium 4

·        Windows XP o 2000

·        Masterizzatore

·        Scanner

·        Fotocamera digitale

 

2.     Materiali:

Software specifico, libri e riviste

 

    3. Operatori/esperti:

Per il coordinamento telematico, la gestione del sito web, il raccordo con le altre Istituzioni, la raccolta e la gestione del materiale, è indispensabile un’unità in organico distaccata dall’insegnamento, che svolga anche la funzione di tutor di rete.

Per la formazione continua dei docenti sui tre vettori:

·        Scientifico

·        Tecnologico

·        Didattico

ci si avvarrà di esperti esterni, o di agenzie di FAD specifiche, con cui stipulare contratti formativi di collaborazione.

        

4. Viaggi , stages, trasferte:

La dislocazione territoriale del progetto su rete regionale impone la necessità di scambi, di momenti di incontro (non solo virtuali) tra coordinatori, docenti, formatori, staff scientifico.

 

5.     Contributi straordinari richiesti ad altri Enti:

·        IRRE MARCHE

·         REGIONE MARCHE

 

6.     Seminario regionale

Quale momento riassuntivo e di focalizzazione progettuale, indispensabile per il rilancio delle attività negli anni successivi è prevista l’organizzazione di un Seminario regionale, in collaborazione con le Università (garanti scientifiche).

 

¥    IPOTESI DI SVILUPPO DELLA RICERCA

Uno sviluppo possibile della ricerca condotta dalla rete AMBINFANZIA può sostanziarsi nella costituzione di un gruppo di ricerca disciplinare – traversale all’intero primo ciclo di scolarità, quindi composto da docenti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado  -  sugli apprendimenti scientifici.

Le ragioni della scelta possono essere ricondotte ad un duplice ordine di problemi. In primo luogo l’istanza della personalizzazione dell’insegnamento che pone  la centralità dell’alunno come scopo fondamentale dell’azione pedagogico - didattica della scuola. Secondo tale ottica i contenuti sono considerati non come fine ma come strumento per la promozione di capacità in competenze: il soggetto diviene infatti protagonista della sua formazione ed impara ad imparare.

È del tutto evidente che, in tale prospettiva,  i docenti sono chiamati a svolgere una fondamentale e complessa funzione di mediazione che supera i limiti della sola trasmissione del sapere.

In secondo luogo l’istanza posta dagli esiti dell’indagine OCSE-PISA, che impongono una presa d’atto delle problematicità esistenti e l’individuazione di adeguate strategie di intervento.

 

Scopo della ricerca sarà pertanto quello di realizzare una riflessione sulle discipline che tenga conto :

q       delle nuove prospettive offerte dalle epistemologie e dalla ricerca nei singoli domini disciplinari, al fine di condividere indicazioni sui nuclei fondanti delle discipline e sulle loro valenze formative;

q       dei cambiamenti intervenuti nei paradigmi dell’apprendimento, al fine di condividere le metodologie e le strategie didattiche più opportune.

Ciò che significa ripensare le discipline per avviare la riflessione sugli snodi cruciali del processo insegnamento/apprendimento, quali:

q       il livello di coerenza tra insegnamento e nuovi approcci epistemologici, innovazioni scientifiche e tecnologiche in atto;

q       il rapporto tra disciplina e promozione della maturazione globale della persona, costruzione dell’identità umana, etica e sociale e della motivazione ad apprendere;

q       il rapporto disciplina-società-mondo del lavoro in termini di riflessione sulla rilevanza della disciplina rispetto alle richieste provenienti dal mondo del lavoro e dalla società.

 

 

IL TEATRO SCIENTIFICO

SIGNIFICATO E MOTIVAZIONE

Contributo di Angelo Rimondi

 

Si danno di seguito le ragioni che stanno a fondamento della scelta del titolo “I teatri della scienza” per il Progetto Ambinfanzia:

 

1)     RAGIONI STORICHE . Alle origini della scienza moderna, con straordinarie contaminazioni di provenienza indo-araba, c’è proprio un allestimento ed una esposizione scenografica e letteraria della conoscenza nella forma articolata di teatri dei saperi: il teatro della sanità ( nella scuola medievale medico-salernitana); il teatro delle piante aromatiche e medicinali; il teatro delle bestie ( o bestiario, come l’erbario); il teatro delle pietre e dei fossili; il teatro chimico curioso; il teatro delle macchine (con audaci sperimentazioni tecnologiche e scientifiche  applicate anche a spettacoli e feste: fontane, giochi d’acqua, geysers artificiali – come nella forma di un teatro idraulico-meccanico). Si riprende da tutto questo il senso di un grande teatro della natura, come fonte di stupore e di meraviglia.

 

 

2)     RAGIONI DRAMMATURGICO – FILOSOFICHE . E’ propria del teatro l’idea di un copione/provino/canovaccio che viene di continuo smontato e rimontato, provato e riprovato senza soluzione di continuità, come un’esplorazione aperta e ininterrotta del testo/ della trama/ della storia che si vuole mettere in scena per raccontare il mondo/ la realtà in modo sempre più vero. Tutto questo si modula come una metodologia di ricerca che è propria di un fare scienza, che è incessantemente processo di costruzione del sapere attraverso modelli che si fanno e si disfano nel tempo, lavorando su problemi in continuità, come a fondare un percorso tutto teso ad avvertire in modo crescente ed esteso il fascino della complessità.

 

 

3)     RAGIONI PEDAGOGICO – DIDATTICHE . Nella pratica della costruzione di conoscenza, uno spazio importante occupa l’allestimento di un vero e proprio teatro scientifico, come un palcoscenico didattico sopra il quale tutti gli alunni sono chiamati in modo cooperativo ad interpretare ruoli, che vanno a riprodurre in forma animata gli andamenti, i movimenti, i funzionamenti, i comportamenti di sostanze, corpi, congegni, dispositivi, macchinismi, organismi…dentro fenomeni e processi naturali e artificiali: una simulazione coordinata e fabbricata pezzo per pezzo e fase per fase nello spazio e nel tempo.

 

 

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